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Periatrite scapolo-omerale e “spalla congelata”

IL DOLORE NELLA REGIONE DELLA SPALLA : LA FAMIGERATA PERIARTRITE , MA COS’E’?

Una delle più comuni problematiche che portano i pazienti alla ricerca di cure riabilitative è senz’altro la periartrite scapolo-omerale come spesso recitano le diagnosi degli specialisti. Questo però non è che un termine generale ( come lombalgia) per indicare un problema , solitamente degenerativo, a carico di una delle moltissime strutture muscolo-scheletriche presenti nella regione della spalla. Il problema appunto poi sta nell’individuare la\e strutture che danno dolore al paziente ma , soprattutto in ambito fisioterapico, capire cosa non funziona come dovrebbe in questa complessa zona del nostro corpo. Infatti sono molto spesso le cattive abitudini legate ad una cattiva postura e\o ad uno scorretto schema di movimento, magari legato a qualche attività sportiva, a generare un carico eccessivo in alcune strutture tendinee o della cartilagine più frequentemente, a innescare l’infiammazione e il conseguente dolore.

LA TERAPIA

 

A questo punto , una volta eseguiti gli esami diagnostici adeguati ed , eventualmente una visita medico-specialistica, ci si deve recare dal Fisioterapista, il quale attuerà tutti gli interventi necessari dapprima a ridurre il dolore se questo è molto acuto, come le terapie fisiche ( ad esempio la TECAR o la DENAS Therapy)  unite al taping kinesiologico , alle quali si aggiungeranno delle tecniche manuali sui tessuti eseguite dal Fisioterapista . Una volta ottenuta una sufficiente riduzione del dolore, specialmente se acuto, il clinico potrà quindi concentrare il processo riabilitativo sulla rieducazione posturale e del movimento del paziente attraverso l’esercizio terapeutico e l’educazione del soggetto ad un diverso stile di vita dove verrà posto l’accento sull’esecuzione più corretta di tanti piccoli gesti quotidiani. Bisogna sapere che anche movimenti considerati banali o “normali” come camminare, correre, alzarsi e sedersi usare il mouse del computer, vengono ripetuti centinaia o migliaia di volte al giorno e , se eseguiti scorrettamente, possono in breve tempo danneggiare anche seriamente il nostro organismo.

LA SPALLA CONGELATA

Con questo termine che forse molti hanno già sentito nominare da amici e parenti, si intende catalogare una condizione molto particolare della spalla che colpisce senza un’eziologia precisa , ovvero senza una causa certa, moltissime persone specialmente donne sopra i 40-45 anni. Per tale ragione sono state ipotizzate cause ormonali ( legate magari alla menopausa) e metaboliche dovute a vari disturbi sistemici cioè generali dell’organismo , i quali possono anche coinvolgere il buon funzionamento delle articolazioni.

Questa patologia è suddivisa in tre fasi:

  1. CONGELAMENTO
  2. BLOCCO
  3. RECUPERO

da alcuni studi si è evidenziato che la durata della prima fase si replica nelle altre due, ovvero se il congelamento durasse tre mesi durerà altrettanti mesi la seconda e la terza fase. E’ infatti questa condizione molto invalidante per il soggetto anche a causa della sua durata che , spesso, si può protrarre anche oltre l’anno. Ovviamente anche se , specialmente nelle prime due fasi, il campo d’azione della riabilitazione è un po’ ristretto è comunque di assoluto valore l’intervento riabilitativo perchè consente al paziente di essere innanzitutto costantemente monitorato e indirizzato verso il corretto management della sua condizione . Inoltre l’applicazione di delicate mobilizzazioni e di terapie fisiche aiuta comunque il soggetto nell’abbassare il livello del dolore e , cosa non da meno, diminuire l’apprensione verso la patologia che subentra spessissimo quando non si hanno le giuste risposte a tanti quesiti su di essa.