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La Lombalgia

La Lombalgia, questa sconosciuta

Ogni anno la Lombalgia, o meglio nota come mal di schiena, miete moltissime “vittime” in tutto il Mondo. E’ infatti la prima causa di assenza dal lavoro nei Paesi sviluppati e colpisce l’80% circa della popolazione. Almeno una persona su due ha un episodio di lombalgia nella vita e, spesso, questo si ripete.

Questo significa che la Lombalgia è uno dei problemi che vengono più frequentemente curati sia in medicina che in riabilitazione ogni giorno.

Quello che la maggior parte dei pazienti affetti da mal di schiena però non sanno è che la Lombalgia ha circa 800 diverse cause eziologiche, cioè 800 diversi possibili problemi che la causano, perché   ricordiamoci che Lombalgia vuol dire “solamente” DOLORE NELLA PARTE BASSE DELLA SCHIENA! Infatti i soliti pragmatici anglosassoni la chiamano Low Back Pain. Quindi il dolore che avvertiamo in questa zona del corpo, che a volte può anche irradiarsi in altre zone del corpo ( come la gamba o la coscia) può essere generato da moltissimi fattori. Alcuni di essi possono essere tra i più noti, come l’ernia del disco, ma ce ne sono tanti altri che invece possono essere generati da altre patologie anche molto gravi come i tumori.

Fatta questa importantissima premessa si può perciò capire quanto sia fondamentale ricevere la corretta valutazione e diagnosi quando ci si rivolge a qualcuno per un mal di schiena perché se non ci troviamo di fronte ad un professionista qualificato ed esperto in tali problematiche è facile ricevere cure inadeguate e , nel caso di una patologia grave sottostante, si possono ritardare di tempo preziosissimo le cure più adeguate.

Una volta però effettuata la corretta diagnosi della causa della Lombalgia , se questa è causata da problematiche relative alla postura e ad altre cattive abitudini di vita allora è lì che entra in gioco e diventa importantissima la fisioterapia.

I possibili rimedi

La scelta dei rimedi più adeguati per una Lombalgia sono in relazione innanzitutto al tipo di lombalgia, perché una Lombalgia acuta ( da meno di 6 mesi circa) si cura in un certo modo, mentre una cronica ( oltre 6 mesi ) necessiterà di un trattamento ben diverso. Questo perchè sono poi molto differenti le cause che generano il sintomo del dolore e quindi ci sono tecniche le quali meglio si adeguano all’una o all’altra. Una Lombalgia acuta o sub acuta, generata dal famigerato colpo della stregasi potrà maggiormente giovare di tecniche manipolative con impulso( il classico  click) o senza impulso, mentre per una Lombalgia vecchia di un decennio e oltre queste tecniche saranno poco efficaci, invece  una tecnica di manipolazione miofasciale  oppure l’esercizio terapeutico e la rieducazione posturale potranno essere di maggiore giovamento per il paziente.

In realtà i presidi terapeutici sono moltissimi  e ogni giorno se ne trovano di nuovi, per  quanto molti di essi sono perlopiù creati dal forte business generato dalla fortissima richiesta di cure e solo gli strumenti che passano al vaglio della sperimentazione scientifica sono quelli maggiormente in grado di fornire migliori risultati. Tra di essi oggi abbiamo molte terapie elettromedicali come i laser ad alta potenza, la diatermia ( meglio nota come Tecar terapia)e la Neuroregolazione interattiva DENAS, poi ci sono le tecniche di taping elastico kinesiologico e tantissime nuove tecniche di esercizio terapeutico come il concetto Kinetic Control o la Action Observation Therapy. Tutti questi strumenti insieme ad altri meno scientifici , o  come si dice, non convenzionali, tra i quali l‘osteopatia e la chinesiologia o la posturologia, sono perfettamente inutili se non sono stati preceduti da una corretta e precisa valutazione di ogni singolo caso  e dal  conseguente inquadramento clinico.

 

Un altro aspetto fondamentale per il paziente è imparare a considerarsi parte attiva del processo terapeutico. Questo perchè tante persone vanno dal fisioterapista con l’idea che il successo o meno della terapia dipenda solo ed esclusivamente dalle abilità di quest’ultimo, mentre invece per quanto affidarsi ad un professionista qualificato e specializzato in questa problematica sia fondamentale lo è altrettanto capire che la nostra partecipazione attiva al percorso terapeutico farà la differenza tra un successo completo e uno parziale o ad un insuccesso. Quella del terapeuta è una funzione di guida per il paziente, perchè  deve provvedere a dargli nuovi imput per correggere le cattive abitudini posturali, gli stili di vita scorretti e anche gli atteggiamenti inadeguati verso il problema stesso per cui è venuto a farsi curare. Perciò se il paziente ascolta e segue il clinico scrupolosamente in questo percorso attuando la giusta compliance al trattamento, ovvero modificando le abitudini, eseguendo gli esercizi prescritti, anche attenendosi con dedizione alla frequenza dei trattamento stabilita etc. allora sarà molto probabile che l’iter riabilitativo si concluderà con un successo anche duraturo nel tempo con minor possibilità di recidive.