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Il Taping

COS’ E’ IL TAPING NEUROMUSCOLARE

Le tecniche di taping, come suggerisce il termine anglofono, oltre ad essere state perfezionate dagli stessi anglosassoni, sono per l’appunto tecniche nelle quali si applicano sulla pelle dei pazienti delle strisce di nastri dotati di adesivo. Queste tecniche sono state messe a punto inizialmente con nastri non elastici , e specialmente utilizzate nell’esecuzione di bendaggi funzionali  per gli atleti in modo da consentire loro l’esecuzione del gesto atletico pur se infortunati. In questo caso il nastro funge da protezione per il\i movimenti che non devono essere stimolati in quanto lesivi per strutture già sofferenti.

IL TAPING IN TERAPIA MANUALE

Verso la fine del secolo scorso invece alcuni fisioterapisti anglosassoni hanno “riscoperto” l’utilità del tape non solo per i bendaggi negli atleti, ma per  informare il Sistema Nervoso del paziente. Infatti , attraverso quello che è il nostro organo di senso più esteso, cioè la pelle, è possibile interagire in maniera strettissima con nostro cervello in quanto, in base allo stato di tensione che la pelle ha, vengono trasmesse al sistema nervoso centrale tutta una serie di informazioni molto dettagliate che, a loro volta, influenzano lo stato di contrazione dei muscoli, dei vasi sanguini e della fascia.

Questa scoperta importantissima ha consentito ai fisioterapisti di disporre di un nuovo ed utilissimo strumento per aiutare il paziente a “portare indosso” la sua correzione anche quando esce dallo studio. Ovviamente per essere efficace questa tecnica dev’essere applicata correttamente da una clinico addestrato in tal senso , questo perchè il posizionamento del nastro anche di pochi millimetri più in là rispetto ad un’articolazione o ad un muscolo, possono portare al completo insuccesso della tecnica o addirittura all’effetto opposto.

Oggi in riabilitazione si utilizzano principalmente due tipi di tape: rigido o anelastico ed elastico o kinesiologico.

IL TAPE RIGIDO O ANELASTICO

Il tape rigido è il più “vecchio”, quello per così dire primitivo per lo sviluppo della tecnica. Oggi è stato perfezionato nei materiali per renderlo sempre più tollerabile dal paziente ma anche più tenace nell’adesività. Esso consta di un nastro largo 4-5 cm in genere dotato di una colla potente all’ossido di zinco , il quale viene applicato direttamente sulla pelle del soggetto oppure viene apposto su di un altro nastro più sottile della stessa larghezza sul quale c’è un adesivo meno aggressivo . Questo ha lo scopo di ridurre al minimo il rischio per il paziente di sviluppare una reazione cutanea alla colla , specialmente se è un soggetto dichiaratamente allergico, o comunque nel caso che il nastro debba rimanere in sede alcuni giorni. Nel caso in cui invece il tape venga utilizzato solo all’interno della seduta oppure sia applicato su di un atleta per la sola durata della pratica sportiva , allora si può utilizzare il solo nastro più tenace.

Generalmente le indicazioni di utilizzo di questo tipo di tecnica , in base all’approccio del fisioterapista, sono per trattare affezioni in fase acuta e post-acuta , dove è necessario dare subito un input forte alle strutture articolari e\o muscolari in modo da creare una correzione immediata e decisa del movimento o , in alcuni casi, per impedire il movimento oltre un certo limite o addirittura del tutto, facendo agire così il nastro quasi come un vero e proprio tutore .

In altri casi, e sempre in base alla discrezione del clinico, è utile effettuare delle tecniche di taping anelastico su problematiche croniche , con l’obbiettivo di ridurre il dolore associato ad uno scorretto schema di movimento e allo stesso tempo dare al corpo lo stimolo della corretta direzione nella quale effettuare quel\quei movimenti.

IL TAPE KINESIOLOGICO

Il tape kinesiologico è invece un tipo di nastro elastico messo a punto circa dieci anni fa da un chiropratico americano ,da qui il nome kinesiologico , come la scienza sulla quale si basano alcuni metodiche di questa disciplina. Nello specifico questo nastro è a differenza dell’altro, chiaramente dotato di qualità elastiche, le quali però non si limitano ad una semplice elasticità, ma di una quantità il più possibile vicina a quella della nostra pelle. Questa particolare caratteristica, unita ad una particolare disposizione della colla in bande ondulate, gli consente di seguire molto meglio il movimento naturale della cute senza avere la funzione di “freno” o di tirante del tape anelastico. Inoltre , grazie alla sua elasticità , esso consente al clinico di tagliarlo in molte forme differenti per adattarsi meglio alla zona corporea e al problema da trattare, nonchè di applicarlo con differenti gradi di tensione sempre in relazione a quello che è l’obbiettivo terapeutico. Infatti chi ha descritto questa metodica ha stabilito delle precise percentuali di stiramento del tape in funzione dello scopo che, ad esempio, può essere quello di facilitare la funzione di un muscolo o quella di inibire tale funzione, oppure ancora quella di stimolare la fascia di un gruppo muscolare.

Le possibilità di applicazione terapeutica in ambito riabilitativo sono infatti moltissime e , con la diffusione massiccia della tecnica, se ne stanno scoprendo e perfezionando di nuove. Tra quelle più interessanti ed efficaci va senz’altro citata la tecnica sui vasi linfatici, che grazie sempre ad un particolare ritaglio del nastro e ad uno specifico grado di tensione e applicazione, consente di effettuare un drenaggio dei vasi linfatici . Questo consente di facilitare il flusso linfatico quando siamo in presenza di gonfiore associato ad un trauma con infiammazione come  dopo un intervento chirurgico , riducendo quindi anche il dolore e conseguentemente facilitando la mobilizzazione delle articolazioni coinvolte. In aggiunta questo effetto , ottenibile anche attraverso tecniche manuali di linfodrenaggio, sarà presente in maniera costante per tutto il tempo di applicazione del tape ( 3\4 giorni massimo) e verrà facilitato dal naturale movimento del soggetto sostituendo, seppur in parte, le mani del fisioterapista con un grande risparmio di tempo, fatica e denaro per il paziente.

Concludendo questo excursus sulla metodica, va ricordato come anche per il tape elastico valga lo stesso discorso di quello rigido e cioè che la sua applicazione scorretta e, soprattutto non conseguente ad una adeguata valutazione del singolo caso clinico  sarà di sicura inefficacia . Inoltre queste metodiche possono , a discrezione del clinico, essere eseguite contemporaneamente oppure in momenti o zone differenti, ma ad ogni modo la loro migliore efficacia è in abbinamento a tutte le altre possibili terapie che sarà necessario applicare per completare il percorso riabilitativo.